Dalla punta dei capelli a quella dei piedi. Mi prendo cura di te.

Diventare mamma per la prima volta è uno delle più grandi rivoluzioni personali. Tutto ciò che fino a quel momento era routine, consuetudine, tempo per se stesse, si tramuta in qualcosa di nostalgico e lontano.
Diventare mamma per la prima volta porta a concentrarsi su un unico aspetto: la cura del proprio bebè.

Mi piace leggere, informarmi, conoscere e imparare. Durante i mesi di gravidanza non mi sono documentata moltissimo. Le mie attenzioni erano fisse sul mio lavoro. Il mondo digitale non dorme mai, e così ci si ritrova a lavorare e studiare in continuazione.
Sono andata in agenzia fino a metà dicembre. Sveva è nata l’11 gennaio. Da quel giorno tutto è cambiato. Quell’esserino, tenero e indifeso, che per 9 mesi è cresciuto in un piccolo mondo tutto suo, è stato espatriato in modo definitivo. Ed ecco, che si è ritrovato in un mondo del tutto diverso, incapace di badare a sé e completamente disarmato.

E così, mi sono ritrovata con questa scricciola tra le braccia. Così piccola e delicata. Così indifesa e bisognosa. Si diventa mamma, ma non si è mai pronte per davvero. Non si sa cosa ci aspetta. Si può conoscere la teoria, ma la pratica è tutt’altra cosa. Con tante eccezioni che non si possono immaginare. Si diventa mamma e si è responsabili di un altro essere vivente.

(Dis)avventure prendendomi cura di te

Quel pomeriggio eravamo a casa dei nonni. Avevi circa due mesetti. Decido che sia l’ora del bagnetto e del taglio di quei piccoli, ma affilati artigli. Non ho mai usato le forbicine, neanche su di me. Ci sistemiamo sul letto, tu rilassata, io tesa, molto tesa. Caspita, il taglio delle unghie di un neonato è un’attività che richiede nervi saldi e pazienza. Infinita pazienza. Inizio. Clic, clic, clic… procedo con il tagliaunghie. Sembra andare tutto bene. Prendo confidenza, acquisto sicurezza. Abbandono il timore di farti del male. Claaaaac. Pianto acuto e inarrestabile. Pelle paonazza. Cuore a mille. No, di più. Goccine di sangue. È successo. Insieme all’unghietta, ho tagliato una minuscola parte di pelle. Il mio cuore si è talmente stretto che sarebbe parso una carta velina.
Acqua ossigenata e cerottino. Poi latte. Si perché attaccarti al seno è l’unica soluzione per calmarti.

Mi stavo prendendo cura di te. Ma ti ho ferita. Forse il dolore più grande lo ho provato io però. Da quel giorno, attendo che il buon Morfeo ti faccia visita e io possa in tranquillità procedere al taglio delle unghie.

Dalla punta dei capelli a quella dei piedi. Ho deciso di prendermi cura di te. Con il massimo impegno. Con la più totale dedizione.

NOTE
Ho pochi video preferiti. Questo è uno di quelli. Piango dal ridere ogni volta che lo guardo. Lei è una macchietta simpaticissima. Lui un papà tenerone.

 

 

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